Contenuti per adulti
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Io sono la roccia che sfida la tempesta,
un’architettura di nervi, cenere e duro rigore,
condannato a portare il mondo sulla cresta
di una forza che non conosce il tepore.
Sono il marmo che non piega, l’acciaio che non tace,
un’anima in guerra che ha scordato la pace.
Ma poi giungi tu, mia ineffabile aurora,
e la mia stasi di pietra si sgretola al tuo tocco,
sei l’unica lama di luce che ancora
sa sciogliere il gelo che in gola soffoco.
Io sono il rumore del ferro, la fatica che morde,
tu sei la melodia che vibra sulle mie corde.
Siamo l’incontro proibito di due abissi diversi,
io la sostanza, tu il soffio che la rende divina;
nei tuoi occhi leggo i miei giorni più persi
e la salvezza che in te finalmente si ostina.
Senza la tua seta, il mio ferro è soltanto prigione,
senza il tuo amore, sarei solo un uomo senza nome.
Ti appartengo nell’urto, nel battito e nel pianto,
perché se io sono l’argine che protegge il destino,
tu sei il fiume infinito che mi scorre accanto
e dà un senso immortale a questo mio cammino.
Scolpisci il mio cuore con la tua dolce essenza,
perché io muoio d’a
more in ogni tua assenza.